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Incipit

Non è possibile attraversare la vita e rimanere sempre uguali. Nemmeno se vivessimo su un isola deserta. A maggior ragione in questo contesto fluviale di globalizzazione in cui siamo immersi ora.

Che ci piaccia o no, non siamo immutabili ma corruttibili (sia nel corpo che nell’atto del pensiero).

L’incontro, il confronto, lo scontro ci appartengono quotidianamente.

Questo è stato un altro anno di vita, di lavoro, che mi ha offerto numerose occasioni – La vita, amico, è l’arte dell’incontro – di parlare, di conoscere e approfondire.

Tempo. Fretta. Impegni. Appuntamenti. Imprevisti. Sono le parole che usiamo più spesso per raccontarci le verità facili, quelle che ci mettono al riparo dal giudizio degli altri e anche dal nostro. Quelle che usiamo per sospendere l’atto del pensiero, per giustificare il disimpegno, lo scarso interesse, il “vorrei ma non posso”.

Riflessione I – qua e là – flusso di pensieri…

E poi d’improvviso abbiamo invece degli slanci incredibili. E in cinque minuti di frequentazione del web e dei social diventiamo riflessivi, profondi, indignati, preoccupati, consapevoli, tristi, arrabbiati, guerrieri, paladini e santi.

Solo che negli ultimi quattro anni o cinque lo diventiamo contemporaneamente in 1,4 miliardi di persone.

BIO, VEGAN, SOSTENIBILITA’, SALUTE, ALIMENTAZIONE sono le parole che fungono da filo conduttore di tutte le fiere a cui partecipiamo. Negli ultimi anni si sono moltiplicati questi eventi, alcuni caratterizzati da una reale volontà di diffondere cultura, spesso sostenute da volontariato, con programma di sensibilizzazione verso tematiche importanti per la comunità, altre come mero business fieristico.

Questo ha comportato che in breve, le analisi di mercato, i pubblicitari, le grandi aziende, gli importatori, gli economisti abbiano gettato uno sguardo verso un mondo considerato un tempo, povero, frikkettone, economicamente non rilevante, dispendioso (rispettare i parametri di una produzione sostenibile e salutare sono molto, molto più alti di come non si produca ora).

Ed ecco il fiorire di tutto un mondo di prodotti pensati per questo nuovo tipo di consumatore, sul quale concentrarsi per convincerlo ad aprire il suo “ecoconsapevole” portafoglio. E poi libri, e conferenze, e nutrizionisti, ed enti certificatori, etc.

Esercitate il dubbio. Siate critici. Informatevi. Leggete. Spendete qualche minuto in più per consumare frutta e verdura di stagione non per dei surrogati. Le produzioni industriali ci sono anche per tofu, seitan e soia. E non basta dire che così si salvano gli animali “pucciosi” (si, perché questa discriminazione viene fatta). Pensate che dalle zone di provenienza di questi prodotti non ci siano agricoltura intensiva o sfruttamento di risorse (anche umane)? Bisogna imparare a frequentare anche libri e articoli che non la pensano come noi, non dobbiamo arroccarci e pensare che solo il nostro pensiero è giusto. E’ molto più complesso di così.

Sfatate i luoghi comuni. Smettetela di ritwittare, ripostare o condividere cose che non avete controllato o verificato.

Economia, Ambiente, Salute, Sostenibilità sono tematiche complesse. Non adatte a chi segue mode, a chi si indigna solo sul web e sopratutto per chi non ha a cuore la sorte di tutti gli animali (uomini compresi), non solo quelli che si mangiano.

La vita che vivo non è la migliore possibile. Non è la più etica, non è la più sostenibile, non è libera dal peccato dell’uccisione o sfruttamento di razze animali. Ma è un mio e solo mio percorso in divenire, in salita, difficile e quindi bellissimo, teso a migliorarmi come essere vivente sulla terra in comunione (non in senso cristiano) con il cosmo. Ma non sarà mai certificata da slogan, movimenti estemporanei modaioli, false etichette e ipocrisie economiste.

Conclusione stanca, sgrammaticata e temporanea

La vita sulla Terra proseguirà anche dopo la nostra civiltà. Non necessariamente senza l’uomo, ma con un uomo diverso si. Tornare ad ascoltare la natura, i suoi tempi, i suoi ritmi, e anche le sue contraddizioni ci aiuterà. Non siate Ecologisti, siate rispettosi. Non siate Vegani, amate tutti gli esseri viventi. Non siate contro uno stile di vita diverso dal vostro ma siate grati alla natura che fornisce a persone diverse, opportunità diverse di sostentamento e resistenza. Non siate alternativi, siate voi stessi. Ogni giorno lavorano per farci trovare un nuovo nemico verso cui scagliarci e intanto fare far cassa a chi di questi scontri ci vive.

Fabio

 

 

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